Gli ultimi anni del 1800 ed i primi del 1900 furono per il mondo per l’Europa e naturalmente anche per l’Italia tempi densi di novità scientifiche, sociali e politiche.
Nasce il Cinematografo ! Muyebridge, Marey, Edison, Lumière sono i precursori mentre in Italia
Filoteo Alberini, da Orvieto ne è un abile ed intraprendente seguace.
E’ il 21 dicembre 1895,(sono trascorsi soltanto 20 giorni da quando Lumière ha depositato il suo brevetto!), quando Filoteo Alberini brevetta il suo “Cinetografo Alberini”; Italo Pacchioni, Vittorio Calcina, Leopoldo Fregoli lo seguiranno realizzando dei film documentaristici o a soggetto.
L’Italia Giolittiana dell’epoca è costituita da una borghesia che si sta lanciando e rafforzando con l’industria, l’agricoltura ed i commerci, è pertanto detentrice del potere economico e finanziario.
Anche il Cinema italiano si sviluppa come fenomeno industriale – borghese-nazionalistico e culturalmente sarà influenzato dalla presenza clericale.
Il Cinema in Italia nasce direttamente per lo spettacolo e per la produzione , le persone che se ne occupano sono pratiche ed intuiscono immediatamente i risvolti commerciali.
E’ necessario ora trovare il filone artistico più congeniale per poter attrarre un pubblico numeroso.
Il documentario di attualità o quello descrittivo è il primo spettacolo che si propone al pubblico; subito dopo i personaggi comici fanno la loro prima apparizione.
Le classi sociali più povere trovano in questi spettacoli un po’ di evasione , ma non basta. Occorre trovare un soggetto, non tratto dalla vita quotidiana, ma dal tempo passato per dimostrare quanto gloriosa sia stata la nostra storia.
Il ricorso ad opere letterarie, storiche, religiose , con l’ausilio del sommo poeta D’Annuzio renderà particolarmente florido lo sviluppo dell’industria del Cinematografo.
E’ il 1902 quando Filoteo Alberini impianta a Roma il primo stabilimento cinematografico. Dopo qualche anno inizia qui la lavorazione del primo film italiano a soggetto:
“La presa di Roma” nel quale viene ricostruita la liberazione di Roma dal dominio dello stato pontificio. Carlo Rosaspina è il nome dell’attore principale. Il film sarà presentato al pubblico il 20 settembre 1905.
E’ nel 1906 che la Ditta “Alberini e Santoni” si trasforma in “Cines Società per azioni”.
Anche a Torino nel 1905, per merito di Arturo Ambrosio, nasce l’ ”Ambrosio film” con un teatro di posa dove vengono realizzati alcuni reportages e documentari girati da Roberto Omegna che assumerà la direzione tecnico artistica. Ma anche qui si sente la necessità di affrontare dei film a soggetto.
Nel 1907 sorgono la “Rossi &C.”, trasformata l’anno successivo in “Itala Film” sotto la direzione di Giovanni Pastrone.
Nello stesso anno viene costituita a Roma l’ “Aquila Film ”.
Negli anni immediatamente seguenti sorgono a Milano: la “Comerio”che prenderà il nome di “Milano Film”; a Roma la “Ottolenghi” che prenderà il nome di “Latium Film”; a Torino la “Pasquali Film”. Ma è in tutta l’Italia, dal Nord al Sud che sorgeranno altre case cinematografiche.
E’ un trionfo per la cinematografia italiana che resterà il polo di riferimento internazionale per le sue produzioni “storico-spettacolari”, fino al termine della prima guerra mondiale.
FILMOGRAFIA
1908
“Gli ultimi giorni di Pompei” prodotto dall’ ”Ambrosio film” con la fotografia di Roberto Omegna ,la regia di Luigi Maggi e come attori Lidia de Roberti e Mirra Principi.
“I promessi sposi” prodotto dalla “ Comerio film” di Giuseppe de Liguoro.
“Marco Visconti” prodotto dalla “Cines” di Mario Caserini.
1909
La “Cines” con Mario Caserini:
“Beatrice Cenci”.
“Giovanna d’Arco”.
“Innominato”.
“Macbeth” .
L’ “Ambrosio” a Torino con Luigi Maggi:
“Luigi XI Re di Francia”.
“Nerone”.
“L’ostaggio”.
1910
“La caduta di Troia” con la regia di Giovanni Pastrone (“Itala Film”), che rievoca le vicende dall’Iliade di Omero.
“Il granatiere Roland” con la regia di Luigi Maggi (“Ambrosio film”) che rappresenta la ritirata di Napoleone dalla Beresina.
1911
“Nozze d’oro” con la regia di Luigi Maggi (“Ambrosio film”),che rievoca la battaglia di Palestro del 1859.
“Il denaro di Giuda” con la regia di Luigi Maggi (“Ambrosio film”).
“Gerusalemme liberata” con la regia di Enrico Guazzoni (“Cines film”).
“Santarellina" e “Il romanzo di un giovane povero” con la regia di Mario Caserini (“Ambrosio film”).
“L’Inferno”
con la direzione artistica di Francesco Bertolini e Adolfo Padovani, viene presentato al Cinema Mercadante di Napoli alla presenza di Benedetto Croce, Matilde Serao e Roberto Bracco.
Dante e Virgilio sono interpretati da due rocciatori alpini e viene girato sulle Dolomiti nella Grigna, usando trucchi originali, scenografie, luci e costumi che ricordano le illustrazioni del Dorè.
E’ un grande successo italiano in Europa ed America!
1912
“Quo vadis” con la regia di Enrico Guazzoni (“Cines film”). Una pellicola di circa 2250 metri che con scenografie gigantesche e sfarzose diventa un colossal unico al mondo.
“Satana” con la regia di Luigi Maggi (“Ambrosio film”) è la rappresentazione nel Paradiso Terrestre, nel Medioevo e nell’epoca contemporanea della malevola influenza del Diavolo.
1913

“Gli ultimi giorni di Pompei” con la regia di Mario Caserini (“Ambrosio film”) . E’una nuova sfarzosa riedizione del 1908.
“Gli ultimi giorni di Pompei” con la regia di Enrico Vidali (“Pasquali film”) , Ci si può permettere il lusso di avere dei doppioni!
“Addio giovinezza” con la regia di Nino Oxilia che rappresenta una sua commedia.
“In hoc signo vinces” con la regia di Nino Oxilia.
“Giovanna d’Arco” con la regia di Nino Oxilia.
“Il cadavere vivente” con la regia di Nino Oxilia.
“Marc’Aurelio e Cleopatra” con la regia di Enrico Guazzoni.
“Ma l’amor mio non muore” con la regia di Mario Caserini.
1914
“Caius Julius Caesar” con la regia di Enrico Guazzoni .
“Cabiria” con la regia di (Piero Fosco) alias Giovanni Pastrone (“Itala Film”). Può essere considerato il più grande film italiano del periodo del muto. Nella fasa iniziale del film il titolo proposto è ”Trionfo d’amore”,
ma ci si rende conto che per poter ottenere un riscontro commerciale di alto livello occorre affidarsi alla notorietà di Gabriele d’Annunzio.
La “Visione storica eraclitea” che d’Annuzio applica al film inizia con la scelta dei nomi altisonanti da dare ai protagonisti:
Cabiria, letteralmente ha il significato di “nata dal fuoco” ed infatti col fuoco del vulcano crolla il mito degli idoli mostruosi , la ricerca dell’avventura senza eroismo, crolla con esso una grande civiltà.
Fulvio Auxilla, (Plinio) l’eroe romano dell’azione.
Maciste, (è il soprannome di Ercole) il liberto di Fulvio Auxilla.
Kartalo, il sacerdote, Croessa la nutrice , Sofonisba la ricca signora, Badastorèt l’oste.
La stessa base musicale che accompagna il film e composta da Ildebrando Pizzetti “ La sinfonia del fuoco” fa da fil rouge a tutta la storia.
Per la realizzazione del film , Pastrone si è avvalso dell’aiuto del grande operatore spagnolo Segundo Chomon che con l’introduzione di nuove tecniche : l’uso della luce per accentuare le fattezze dei volti, illuminazione dal basso;
l’uso del carrello che segue il personaggio e non viceversa; l’uso dei modellini inseriti nelle scene di grandezza normale, indistinguibili dal complesso;
le scenografie dipinte sono abbandonate totalmente; si fa ricorso alla ripresa panoramica come soluzione per passare da un soggetto in movimento ad un altro; applica la tecnica dell’alternanza di due scene che si sviluppano contemporaneamente.
La trama:
      
Gli avvenimenti iniziano in Sicilia intorno al 202 a.C con l’eruzione dell’Etna e le suppliche degli schiavi di Batto al dio Plutone che non vedranno esaudite le loro preghiere.
Catania è distrutta e gli schiavi di Batto, dopo aver fatto razzia dei tesori del padrone, fuggono rapendo Cabiria figlioletta di Batto e la sua nutrice Croessa .
Alcuni pirati Fenici li catturano e li portano a Cartagine, dove Cabiria viene venduta a Kartalo potente sacerdote del terribile dio Moloch per poter essere a lui sacrificata.
Nel frattempo Croessa fugge e si fa aiutare dal patrizio romano Fulvio Axilla e dal suo servo Maciste per salvare Cabiria. Riescono a prenderla prima che venga gettata nel fuoco di Moloch e la nascondono con loro, mentre Croessa muore.
Nel frattempo Fulvio Axilla deve tornare a Roma in quanto Annibale ha attraversato le Alpi e minaccia l’Impero . Maciste , denunciato dall’oste Badastorèt che li nascondeva, viene catturato e condannato a girare la ruota di un mulino; Cabiria è fatta schiava di Sofonisba che le cambia il nome in Elissa.
Trascorrono gli anni e i Romani con il proconsole Marcello assediano Siracusa , alleata dei Cartaginesi, ma la loro flotta viene distrutta dagli specchi ustori di Archimede. Passa ancora altro tempo e Scipione assedia Cartagine.
Elissa (Cabiria) ormai cresciuta e divenuta dama di compagnia di Sofonisba, sotto l’effetto di un maleficio viene da quest’ultima, riconsegnata a Kartalo per essere sacrificata al fuoco di Moloch.
Anche questa volta Maciste, ormai liberatosi, e Fulvio Axilla salvano nuovamente Cabiria.
Annibale è sconfitto a Zama da Scipione e i due eroi possono ricondurre la ragazza in Sicilia dal padre Batto.
“Sperduti nel buio” con la regia di Nino Martoglio (Morgana film di Catania) è il primo esempio della tendenza veristica del cinema. Con questo film, tratto dal dramma di Roberto Bracco, ed ambientato nei quartieri popolari di Napoli, inizia ad emergere il verismo del Verga col quale viene contrapposta
la miseria più atroce alla ricchezza più smodata, aprendo la strada al neo-realismo italiano che inizierà durante il fascismo e avrà il suo massimo vigore nel secondo dopoguerra.
“L’ereditiera” di Baldassare Negroni con Hesperia (Olga Mambelli).
1915

“Teresa Raquin” con la regia di Nino Martoglio (Morgana film di Catania) prosegue la vena realistica dell’autore.

“Assunta Spina” con la regia di Gustavo Serena (Caesar film di Roma) mostra in modo melodrammatico delle vicende ambientate nella solare Napoli.
“Il fuoco” con la regia di (Piero Fosco) alias Giovanni Pastrone (“Itala Film”). E’ l’ultima parola di Pastone sul cinema spettacolare. Si svolge in un antico castello e rappresenta la storia di una dama fatale che fa perdutamente innamorare di sè un giovane pittore, per poi lasciarlo e farlo impazzire.
Essendo molto accentuato il ruolo dell’attrice principale Pina Menichelli, il film dà inizio al fenomeno del “divismo” che sarà una delle cause del declino del cinema italiano di questo periodo.
”Tigre reale” con la regia di Giovanni Pastrone (“Itala Film”). E’ il tentativo del regista per diversificare il genere di film seguito finora e tentare la via del verismo.
“Hedda Gabler” con la regia di Giovanni Pastrone (“Itala Film”).

“La donna nuda” con la regia di Carmine Gallone, Lyda Borelli.
“Rapsodia satanica” con la regia di Nino Oxilia, Lyda Borelli.
“L’emigrante” di Febo Mari con gli attori Ermete Zacconi .
“La sposa della morte” con la regia di Emilio Ghione, Lina Cavalieri e Luciano Muratore.
1916

“Cenere” con la regia di Febo Mari, Eleonora Duse .
“Perfido incanto” con la regia di Anton Giulio Bragaglia è considerato il primo film dei Futuristi in quanto parteciparono all’allestimento dell’opera anche Enrico Prampolini e Tommaso Marinetti.
“Il Re, le Torri e gli Alfieri” diretto e sceneggiato da Lucio D’Ambra.
1917
“La signorina Ciclone” con la regia di Augusto Genina in cui si racconta la storia di sette giovani americani, ognuno dei quali rappresenta un vizio capitale,
che sono attratti dalle ricchezze dell’ereditiera Fuffly. Quest’ultima però sposerà uno squattrinato scrittore europeo che però ha il merito di avere in sé tutti e sette i vizi capitali!
“Malombra” di Carmine Gallone.
1918
“Addio giovinezza” con la regia di Augusto Genina.
“La Gerusalemme liberata” con la regia di Guazzoni.
1919
“ I Borgia” di Fausto Salvatori.
“ Attila ” di Febo Mari.
“Teodora” di Leopoldo Carlucci.
Ha scritto Carlo Lizzani:
“La cinematografia italiana era stata la prima a creare queste figure semi-mitiche ed ora il mito divorava la realtà e inghiottiva l’intelligenza”.
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La prima guerra mondiale è ormai terminata;la cinematografia italiana anche se in difficoltà per mancanza di fondi, non resta immobile ! I film che si producono non ricompensano più i costi sostenuti a causa della progressiva perdita dei mercati esteri e la flessione degli spettatori nelle sale italiane.
Dopo il primo dopoguerra, il periodo fascista non pone grande attenzione all'industria cinematografica finora ritenuta un fiore all'occhiello dell’Italia nel mondo.
Inizia un inesorabile declino.
Indipendentemente dalle cause economiche e commerciali il "Cinema italiano" ha esaurito tutte le idee !
I nostri principali artisti fuggono all’estero, soprattutto in America; l’Italia è conquistata dal mercato straniero.
Nel "ventennio fascista" l’industria cinematografica si dedica essenzialmente alla produzione di “ Film di Regime “ e di film storici dediti all’esaltazione delle gesta eroiche, al mito e alla totale mistificazione della realtà che la popolazione quotidianamente vive.
Ci sono però uomini che con tenacia, a volte nella maniera sbagliata, lavorano per far risorgere un cinema quasi defunto.
E' proprio nel secondo periodo del "ventennio" fino alla la seconda guerra mondiale, che c’è un risveglio che dà i suoi frutti nei seguenti anni del dopoguerra.
Le statistiche riportano cifre da far paura! Nel 1920 vengono prodotti ancora poco più di 50 film, che diventano meno di 20 nel 1923, e poco più di 5 fino al 1929!
E’ proprio in questi anni, tra il 1927 e il 1930 che il Cinema muto viene messo in crisi da una nuova conquista!
Il cinema “sonoro”.
I primi tentativi soddisfacenti sono quelli del francese Leon Ernest Gaumont, seguiti da quelli di Henry Joly, Thomas Alva Edison negli Stati Uniti, Williamson e Lauste in Inghilterra
e degli italiani Pietro Pierini e Giovanni Rappazzo.
Inizialmente si riproducono rumori, musica e parole; in seguito il dialogo, i rumori, la musica sono sincronizzati con la presentazione del film.
Il film “Il cantante di Jazz”, con Al Jolson, rappresenta il trionfo di questa nuova tecnica.
Il primo film sonoro in Italia è prodotto nel 1930 : “ La canzone dell’amore” G.Righelli .
L’impulso determinante per l’industria cinematografica è dato da Benito Mussolini con il Centro Sperimentale di Cinematografia inaugurato il 3 aprile 1935 e con la costruzione degli stabilimenti di “Cinecittà” iniziata il 5 febbraio 1936 e terminata a tempo di record dopo 457 giorni.
Filmografia e Registi del periodo:
1920
“Il mostro di Frankenstein” di Eugenio Testa.
“L’illustre attrice cicala formica” di Lucio D’Ambra.
“Za le frack“ di Emilio Ghione.
1921

“Za la mort contro Za lamort” di Emilio Ghione.
“La nave” di Gabriele D’Annuzio e Mario Roncoroni.
1922
“Quo vadis?” di G.D’Annunzio e G.Jacoby.
1923
“Za la Vie“ di Emilio Ghione (corrispondente femmilile di Za la mort).
“Messalina” di Enrico Guazzoni”.
1924
“Il corsaro” di Augusto Genina.
“Cavalleria rusticana” di Mario Gargiulo.
1925
“Maciste all’inferno” di Guido Brignone.
1926
“Gli ultimi giorni di Pompei” di Amleto Palermi e Carmine Gallone .
“Maciste contro lo sceicco” di Mario Camerini.
1927
“I 28 giorni di Claretta” di Eugenio Perego.
“L’angelo ferito” di Ermete Santucci.
1928
“Sole” di Alessandro Blasetti.
1929
“Rotaie” di Mario Camerini.
1930
“La canzone dell’amore” di Gennaro Righelli ( primo film sonoro ).
“Nerone” di Alessandro Blasetti.
“Cortile” di Carlo Campogalliani.
1931
“Corte d’assise” di Guido Brignone.
"Medico per forza" di Carlo Campogalliani.
1932

“Gli uomini che mascalzoni” di Mario Camerini.
1933
“Aria di paese” di Eugenio De Liguoro.
“Acqua cheta” di Gero Zambuto.
1934
“Come le foglie” di Mario Camerini.
“Il cappello a tre punte” di Mario Camerini.
1935
“Vecchia guardia” di Alessandro Blasetti.
“1860” di Alessandro Blasetti.
“Passaporto rosso” di Guido Brignone.
1936
“L'Aria del Continente"di Gennaro Righelli. Da una commedia di Nino Martoglio, con Angelo Musco, Rosina Anselmi .
“Ma non è una cosa seria” di Mario Camerini.

“Cavalleria” di Goffredo Alessandrini.

“Lo squadrone bianco“ di Augusto Genina.
1937
“Scipione l’africano” di Carmine Gallone.
“Il feroce saladino” di Mario Bonnard.
“Il Signor Max” di Mario Camerini.
1938
“Ettore Fieramosca” di Alessandro Blasetti.
“L’ultima nemica“ di Umberto Barbaro.
“La peccatrice” di Amleto Palermi.
1939
“Abuna Messias” di Goffredo Alessandrini.
“Assedio dell’ Alcazar” di Augusto Genina.
“Luciano serra pilota“ di Goffredo Alessandrini e Vittorio Mussolini.
“Ricchezza senza domani” di Ferdinando Maria Poggioli.
“Animali pazzi” di Carlo Ludovico Bragaglia.
“Grandi magazzini” di Mario Camerini.
“Marionette” di Carmine Gallone.
1940

“Un'avventura di Salvator Rosa" di Alessandro Blasetti .
“Abbandono” di Mario Mattoli .
“Addio giovinezza” di Ferdinando Maria Poggioli.
“Maddalena zero in condotta” di Vittorio De Sica.
“Piccolo mondo antico“ di Mario Soldati.
1941
“La corona di ferro” di Alessandro Blasetti.
“Sissignora” di Ferdinando M.Poggioli.
“La cena delle beffe” di Alessandro Blasetti.
“Teresa Venerdì” di Vittorio De Sica.
“Uomini sul fondo” Documentario di Francesco De Robertis.
“La nave bianca” di Roberto Rossellini.
1942

“Un garibaldino al convento” di Vittorio De Sica.
“Giarabub” di Goffredo Alessandrini.
“Bengasi” Augusto Genina.
“Noi vivi“ di Goffredo Alessandrini .
“Addio Kira“di Goffredo Alessandrini.
“Una storia d’amore” di Mario Camerini.
“Quattro passi fra le nuvole” di Alessandro Blasetti.
“La bisbetica domata” di Ferdinando Maria Poggioli.
Tra gli anni 1936 e 1943 circa,si producono film detti dei " telefoni bianchi ".
Questa definizione deriva dall'uso in alcune scene nei film, di telefoni di colore bianco; si vuole così simboleggiare una differenza sociale con i telefoni neri, maggiormente diffusi tra le famiglie borghesi.
Proprio durante questo tormentato periodo si ha una massiccia ripresa, non sempre di ottima qualità, della filmografia italiana. Sono stati prodotti nel solo 1942 ben 122 film !
Gli anni seguenti, il 1943 con l’occupazione tedesca e il 1944 con l’arrivo degli anglo-americani, sono di profonda crisi a causa di una sospensione quasi totale delle produzioni.
1943
“L’amico delle donne” di Ferdinando Maria Poggioli.
“Gelosia" di Ferdinando Maria Poggioli.
“Le sorelle Materassi” di Ferdinando Maria Poggioli.
“Campo de’ fiori“ di Mario Bonnard.
“L’uomo dalla croce” di Roberto Rossellini.
“L’ultima carrozzella” di Mario Mattoli.
“T’amerò sempre” di Mario Camerini.
1944
“Il cappello da prete” di Ferdinando M.Poggioli.
“Zazà” di Renato Castellani.
“La locandiera” di Luigi Chiarini.
“Fatto di cronaca” di Piero Ballerini.
“Il processo delle zitelle” di Carlo Borghesio.
“Peccatori” di Flavio Calzavara.
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NEOREALISMO ITALIANO dal 1943 al 1954
Può essere inteso come contrapposizione del “vecchio” realismo tradizionale di E.Zola che esclude l’immaginazione esaltando la pura realtà, al realismo “nuovo” che con il nascere della Democrazia, cerca di tenersi al passo con le esigenze postbelliche del popolo. Questa idea è portata avanti, con i film del “nuovo Cinema italiano” da un gruppo di artisti che cercano di scoprire ed evidenziare, la verità, la parte umana , spirituale e sociale di tutti gli italiani.
Si cerca di rappresentare la lotta contro la guerra, la corruzione e l’immoralità, il fascismo, le ingiustizie sociali si mette in evidenza il disagio dei più umili, dei più deboli, dei più poveri, dei più onesti; si dà un carattere di popolarità e immediatezza.
E’ subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale che questa Scuola Cinematografica prende vigore, anche se affonda le sue radici sia nel periodo prefascista, con Martoglio “Sperduti nel buio”del 1914 e ”Teresa Raquin” del 1915, che durante il primo periodo fascista, con Blasetti “Sole” , con Camerini “Rotaie” del 1929.
Nel 1935 Mussolini istituisce la” Direzione Generale per la cinematografia” , fonda il “Centro Sperimentale” ed inizia la costruzione degli stabilimenti di “Cinecittà”, permettendo la realizzazione di una grande quantità di nuovi film.
Grandi registi, fino al 1954, producono le loro opere: Rossellini, De Sica, Visconti, Lattuada, Zampa, Germi, Castellani, De Santis, Soldati, De Filippo, Monicelli, Fellini, Rosi, Zurlini, Antonioni.
Cè da ricordare che registi provenienti dalla “vecchia guardia”come Blasetti e Camerini, continuando sulla strada che gìà avevano tracciato, si adattano alla nuova atmosfera producendo alcuni film di successo.
E’ a metà degli anni ’50 che il “neorealismo” non ha più niente da proporre. I gusti degli italiani, le mutate condizioni politiche, gli interessi commerciali, il continuo aumento dei costi e la mancata remunerazione, l’avvento della televisione sono le cause principali del declino.
Filmografia e Registi del periodo:

Alessandro Blasetti
UN GIORNO NELLA VITA: Film drammatico del 1946 con Amedeo Nazzari, Elisa Cegani, Massimo Girotti, Arnoldo Foà, Mariella Lotti, Dina Sassoli, Ave Ninchi, Dante Maggio.
In un convento di suore all’improvviso arriva un gruppo di partigiani con un ferito. Chiedono di essere nascosti perché inseguiti dai tedeschi. Non appena il ferito ha ricevuto le cure vanno via.
Sopraggiunge un reparto della Wehrmacht che chiede notizie sui parigiani, non avendone ottenute,uccide tutte le suore; i partigiani tornano indietro ed hanno la meglio sui tedeschi, ma per pietà rinunciano a passare per le armi i nemici.
PRIMA COMUNIONE: Film commedia del 1950 con Aldo Fabrizi, Gaby Morlay, Enrico Viarisio, Ludmilla Dudarova, Lucien Baroux, Ernesto Almirante, Louis De Funes, Gustavo Serena.
Il film è imperniato sul ritardo nella consegna del vestito bianco per una ragazzina che deve fare la prima comunione nel giorno di Pasqua. Il padre, il pacifico commendator Carloni, è preoccupatissimo per il ritardo della consegna da parte del sarto: decide di andare di persona a ritirare il vestito, ma la cosa peggiora ed iniziano divertenti disavventure.
ALTRI TEMPI: Film commedia del 1952 con Aldo Fabrizi, Vittorio De Sica, Paolo Stoppa, Marisa Merlini, Sergio Tofano, Amedeo Nazzari, Vittorio Caprioli, Gina Lollobrigida, Elisa Cegani, Alba Arnova, Rina Morelli.
E’ un film ad episodi tutti tratti da novelle o racconti italiani dell'800.
La storia parte da un rivenditore di libri usati che mostra la sua merce su un carrettino. Sono libri del 1800 relativi alle
usanze, alle cronache ed agli aspetti di un’altra epoca, che vengono riportate nel film:
"Ballo Excelsior" -."Meno di un giorno" - "Il tamburino sardo" "Questione di interesse" - "L'idillio" - "La morsa" - "Il processo di Frine" - "Pot-pourri di canzoni.

Mario Camerini
MOLTI SOGNI PER LE STRADE: Film commedia del 1948 con Anna Magnani, Massimo Girotti, Checco Durante, Dante Maggio, Cesare Pavese.
Un povero reduce disoccupato, dopo un litigio con la moglie che lo rimprovera in continuazione, ruba un’auto da un garage per venderla. Pedinato però dalla moglie e dal figlio, convinti che l’uomo abbia un’amante, non riesce nell’intento e tutto si risolve nel migliore dei modi.
MOGLIE PER UNA NOTTE: Film commedia del 1952 con Gina Lollobrigida, Gino Cervi, Armando Francioli, Paolo Stoppa, Nadia Grey, Paolo Panelli.
Dal romanzo “L’ora della fantasia “ di Anna Bonacci, si svolge alla fine del 1800.
Gerardina, una ragazza di facili costumi, per aiutare un giovane musicista, si presta a presentarsi al Conte di Parma come sua moglie.
La vicenda inizia quando il conte d’Origo, a causa di un incidente di viaggio, è costretto a fermarsi in un paesino dove il sindaco, lo ospita e tenta di raccomandargli il musicista.
Qui il conte incontra Gerardina, ed inizia ad importunarla. Il musicista seccato, lo mette alla porta. Il Conte si rifugia nella casa di Gerardina dove c’è Ottavia, la vera moglie di Enrico il musicista, la quale, resistendo alle avances del conte gli fa promettere di presentare l’opera di Enrico.
Enrico ottiene un grande successo, ma il conte pretende che Ottavia diventi sua amante; Gerardina, prendendo il suo posto la salva, riuscendo comunque ad eludere gli assalti del conte.

Roberto Rossellini
ROMA, CITTA’ APERTA: Film drammatico del 1945 con: Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Marcello Pagliero, Maria Michi, Harry Fiest, Giovanna Galletti, Nando Bruno, Vito Annicchiarico.
In questo film viene esaltato lo spirito della gente, che se pure con ideologie diverse, si oppone all’oppressione nazifascista.
Si svolge a Roma e racconta la lotta, la sofferenza della gente, attraverso la storia di una popolana (Anna Magnani, di un prete (Aldo Fabrizi) e di un ingegnere comunista (Marcello Pagliero), durante l’occupazione nazifascista.
E’ questo il film che ha il primato dello spirito “neorealistico”.
PAISA’: Film drammatico del 1946 con: Giulietta Masina, Gar Moore, Maria Michi Carmela Sazio.
Mette in evidenza l’Italia devastata dalla guerra, seguendo l’avanzata degli Alleati, dalla Sicilia, a Napoli, a Roma, a Firenze, sul Delta Padano ed in un Convento dell’Emilia.
E’ un film nel quale gli interpreti , essenzialmente non professionisti, hanno partecipato direttamente al dramma della guerra.
GERMANIA ANNO ZERO: Film drammatico del 1947- italo-tedesco- con: Franz Gruger, Edmund Messhke, Barbara Hintz, Ingetraud Hintz, ed altri attori non professionisti.
Film girato direttamente a Berlino devastata dai bombardamenti; racconta la vita di un ragazzo, unico sostentamento della famiglia, che uccide il padre malato e poi si uccide.
DOV’E’ LA LIBERTA’ ?: Film commedia del 1953 con: Totò, Vera Molnar, Franca Faldini, Leopoldo Trieste.
E’ la storia di un carcerato, che terminata dopo ventidue anni la sua condanna, esce dalla galera per trovarsi in un mondo ingiusto, falso, pieno di egoismo e preferisce tornare in carcere in quanto è qui che trova una libertà maggiore.

Vittorio De Sica.
I BAMBINI CI GUARDANO: Film drammatico del 1943 con: Emilio Cigoli, Luciano de Ambrosis, Isa Pola, Giovanna Ralli, Riccardo Fellini, Adriano Rimoldi.
E’ la storia di un bambino che vive in maniera disperata i dissapori tra il padre e la madre.
Cesare Zavattini , come soggettista, in questo film ed in molti altri di De Sica, darà un contributo essenziale ai numerosi successi del regista.
SCIUSCIA’: Film drammatico del 1946 con: Franco Interlenghi, Rinaldo Smordoni, Aniello Miele, Bruno Ortensi, Emilio Cigoli, Anna Pedoni.
Parla dell’amicizia tra due ragazzi, Pasquale e Paolo, che si guadagnano da vivere, dopo la Guerra, facendo i lustrascarpe ( shoe-shine) e sognano di comprare un cavallo bianco.
Coinvolti in una rapina, vengono rinchiusi in un carcere minorile. I continui maltrattamenti a cui sono sottoposti, fa inaridire la loro amicizia, infatti Pasquale, nel tentativo di punire l’amico per aver tentato la fuga da solo, accidentalmente lo uccide.
LADRI DI BICICLETTE: Film drammatico del 1948 con Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Lianella Carel, Vittorio Antonucci, Elena Altieri, Ida Bracci.
E’ la storia di un disoccupato, che dopo aver trovato il lavoro di attacchino, riprende la sua bicicletta precedentemente impegnata. Proprio mentre inizia ad attaccare il primo manifesto ( Rita Hayworth in “Gilda”) si accorge che un ladro gli ruba la bicicletta.
Denunciato il furto alla Polizia, ma con poche speranze di ritrovamento, inizia una vana ricerca insieme al figlioletto ; ritrovare il suo mezzo di locomozione significa continuare a lavorare !
Dopo aver girovagato per tutta Roma senza risultati, oppresso dalla disperazione, tenta il furto di una bicicletta incustodita; è però immediatamente scoperto e malmenato dai passanti.
Un poliziotto tenta di arrestarlo, ma impietosito dal pianto del bambino, lo rilascia. “Bell’esempio che dai a tuo figlio” sono le parole che gli vengono urlante, mentre mano nella mano padre e figlio, tornano verso casa.
MIRACOLO A MILANO: Film favolistico del 1951 con Francesco Golisano, Brunella Bovo, Emma Gramatica, Paolo Stoppa.
Anche se in questo film De Sica sembra abbandonare la realtà per la favola, la realtà viene esaltata dal problema sociale ed ideologico che viene affrontato.
In questo mondo non c’è speranza per i poveri, per loro soltanto un aiuto dal Cielo può salvarli !
Il film si svolge a Milano.
Un’anziana signora trova nel suo orto, in mezzo ai cavoli, un bambino a cui dà il nome di Totò. Dopo poco tempo la signora muore e Totò viene rinchiuso in un orfanotrofio, dal quale ne uscirà ragazzo.
Non avendo la possibilità di sopravvivenza va a stare con alcuni barboni della più povera periferia di Milano e pieno di bontà invita quella gente a trovarsi un lavoro.
Un giorno, un improvviso getto di “petrolio” fuoriesce dal terreno su cui stanno scavando; sarebbe per loro l’immediata ricchezza, ma un ricco capitalista, venuto a conoscenza dell’avvenimento, aiutato dalla compiacente polizia, tenta di scacciarli.
Un fatto straordinario fa però ritardare l’intervento della polizia: una colomba scesa dal Cielo, mandata dalla defunta signora che aveva adottato Totò, cerca di aiutare i “Barboni “. Due Angeli però scendono sulla Terra a riprendersi la colomba che la Signora aveva loro rubato, in questo modo la polizia può arrestare Totò e i Barboni e portarli in prigione.
Straordinariamente, mentre attraversano Piazza Duomo, riappare la Colomba; Totò può liberare i suoi amici e, a cavalcioni di “scope miracolose” sollevandosi da terra e volando sempre più verso l’alto del cielo, vanno verso un paese dove: “ un buon giorno significa veramente un buon giorno”.
UMBERTO D.: Film drammatico del 1952 con Carlo Battisti, Maria Pia Casilio, Lina Gennari, Ilena Simova, Elena Rea, Memmo Carotenuto, Lamberto Maggiorani, Alberto Albani.
Viene affrontato in questo film il problema della solitudine sociale dei pensionati e del dramma che vivono quando vengono lasciati soli di fronte a se stessi.
Un vecchio pensionato , Umberto,che vive con il suo cagnolino in una cameretta in affitto, per cercare di avere un piccolo aumento della sua pensione, partecipa ad uno sciopero ben presto disperso dalla polizia. Si ammala e viene ricoverato in ospedale. Tornato a casa trova che i muri della sua camera sono stati abbattuti e il suo cagnolino scomparso.
Inizia a visitare tutti i canili della città e riesce a ritrovare il suo cagnolino proprio nel momento in cui stanno per sopprimerlo. Riesce a salvarlo, ma non avendo più denaro, tenta di chiedere l’elemosina; sopraffatto dall’orgoglio e dalla dignità tenta il suicidio gettandosi sotto un treno.
All’arrivo del treno il cagnolino si impaurisce e fugge;Umberto, non avendo il coraggio di affrontare la morte, rincorre la sua bestiolina e con lui inizia a giocare.
L’ORO DI NAPOLI: Film commedia ad episodi del 1954 con Eduardo De Filippo, Toto’, Sophia Loren, Silvana Mangano, Paolo Stoppa, Tina Pica.
E’ la storia di gente umile dei “bassi” di Napoli con le inquietudini e le passioni della loro vita quotidiana. Si sviluppa in episodi nei quali vengono minuziosamente evidenziati gli ambienti e i personaggi tipici dei luoghi.
IL TETTO: Film commedia del 1956 CON Gabriella Pallotta, Giorgio Listuzzi, Gastone Renzelli, Angelo Bigioni.
E’ un film nel quale finalmente si vedono i protagonisti vincere la loro sacrosanta battaglia!
Natale e Luisa, due giovani sposi, non potendo più coabitare con i loro parenti, decidono di costruirsi una piccola casa nella campagna ai limiti della città. Devono però combattere contro la polizia che proibisce la costruzione di case abusive. Con la forza della disperazione, nottetempo, aiutati dal cognato muratore riescono a realizzare il loro sogno, infatti al mattino, la polizia non può abbattere la casetta interamente costruita ed abitata.

Luchino Visconti
OSSESSIONE : Film drammatico del 1943 con Clara Calamai, Massimo Girotti, Juan de Landa, Elio Marcuzzo.
dal romanzo di James Caine –“The postman always rings twice”-

Il film è ambientato in Emilia lungo gli argini del Po; una donna, sposata con un uomo vecchio, costringe il suo giovane
amante ad uccidere il marito in un incidente automobilistico.
L’argomento trattato dal racconto, mette in evidenza la difficoltà del cinema dell’epoca: dire la verità, mentire o tacere?
La verità fu per Visconti la strada scelta, infatti il film fu censurato!
Con questo film drammatico, Visconti racconta una parte di società italiana uscita dalla guerra, pessimista, avvilita, amareggiata. Il Regista aggancia il Neorealismo italiano a quello europeo postbellico.
LA TERRA TREMA: Film drammatico del 1948 con Attori non professionisti.
Per la prima volta il Cinema italiano mostra la lotta di classe nella “Società italiana” nella sua realtà.
Rifacendosi ai “Malavoglia” di Verga, la storia, si sviluppa in Sicilia ed è imperniata sulla lotta che una povera famiglia di pescatori intraprende contro i ricchi commercianti di pesce. La sconfitta è inevitabile ma apparente, infatti ‘Ntoni perde la sua barca da pesca, ma la rivincita sta nell’acquisizione di una nuova coscienza sociale.
Il film ambientato nel magnifico scenario costiero, di Acitrezza presenta personaggi del luogo i cui dialoghi sono in stretto dialetto siciliano, spesso incomprensibile. (In seguito fu doppiato in italiano !).
BELLISSIMA: Film drammatico del 1951 con Anna Magnani, Walter Chiari, Tina Apicella, Alessandro Blasetti, Corrado Mantoni.
E’ la storia di una donna , nella vita un’infermiera, illusa che sua figlia fosse bellissima e quindi facilmente introducibile nel mondo del cinema. Affronta tanti sacrifici per veder realizzato questo suo sogno, finchè non si rende conto che forse non ne vale la pena.
La “fabbrica dei sogni” che il popolo aveva intravisto in quel periodo viene raccontato in maniera cruda, impietosa.

Alberto Lattuada
IL BANDITO: Film drammatico del 1946 con Amedeo Nazzari, Anna Magnani, Carla del Poggio, Carlo Campanini.
Il film tratta in modo realistico la figura di un reduce di guerra; egli sfoga la sua rabbia e ribellione contro una società ingiusta che non sa accoglierlo, diventando un bandito. Le immagini di stazioni affollate da reduci, notti squallide tra le macerie delle città , la solitudine e la drammaticità della storia, riescono a dare alla narrazione una forte carica emotiva.
LA SPIAGGIA: Film commedia del 1953 con Martine Carol, Raf Vallone, Mario Carotenuto, Carlo Romano, Valeria Moriconi, Clelia Matania, Carlo Bianco.
E’ la storia di una prostituta che con la figlia, trascorre al mare le sue vacanze, alloggiando, suo malgrado, in un Hotel di lusso tra l’alta borghesia.
Decide di cambiare vita cercando un lavoro dignitoso e chiede aiuto al Sindaco del paese; ma il suo passato viene scoperto ed è costretta a lasciare l’Hotel perché non più accettata da una società ipocrita.
Viene però rivalutata da un vecchio miliardario che aveva l’abitudine di osservare la gente con il binocolo. Si mostra al suo fianco durante il passeggio e la ragazza conquista il rispetto di coloro che prima l’avevano abbandonata.

Luigi Zampa
VIVERE IN PACE: Film commedia del 1947 con Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Gar Moore, John Kitzmiller,
Mirella Monti, Heinrich Bode, Ernesto Almirante, Nando Bruno.
Tratta in maniera tragicomica delle vicende di due prigionieri americani ospitati nella casa di un contadino in un paese
dell’Umbria dove l’unica guarnigione tedesca è rappresentata da un sottufficiale.
L’ONOREVOLE ANGELINA: Film commedia del 1947 con Anna Magnani, Nando Bruno, Ave Ninchi,
Ernesto Almirante, Franco Zeffirelli, Marco Tulli, Grazia Francia.
E’ la storia di una casalinga, moglie di un carabiniere di una borgata romana, che per necessità, insieme ad altre
casalinghe
danno l’assalto ad un negozio di un commerciante disonesto e proseguono occupando delle case vuote di uno
speculatore edilizio.
Divenuta famosa, tenta la strada della politica affrontando tutte le rivendicazioni sociali; ma si ribella
alla polizia e viene arrestata.
Viene rilasciata , e la sua stessa gente la accusa di essersi arricchita sfruttando la situazione.
Non è la verità e allora ritorna a fare la casalinga .
PROCESSO ALLA CITTA’: Film drammatico del 1952 con Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Mariella Lotti,
Paolo Stoppa, Franco Interlenghi, Tina Pica.
Viene affrontato il difficile tema della giustizia, anche se riferito soltanto alla “camorra”e si ispira all’assassinio, avvenuto
a Napoli, di due coniugi per mano di questa.
Il giudice durante le indagini scopre una serie infinita di legami di corruzione, non soltanto della malavita, ma di buona parte di
cittadini insospettabili.
ANNI FACILI: Film commedia del 1953 con Nino Taranto, Alda Mangini, Clelia Matania, Armenia Balducci,
Domenico Modugno, Riccardo Billi, Mario Riva.
Gli anni facili sono quelli di un professore siciliano, antifascista, trasferitosi da Catania a Roma, e che vive del proprio
lavoro con un magro stipendio; diviene rappresentante di medicinali per conto di un Barone suo conterraneo.
Per alcuni illeciti viene arrestato soltanto lui, ma scarcerato viene trasferito in una piccola provincia, mentre il “barone”,
arricchitosi illegalmente viene promosso e trasferito in una grande città.
LA ROMANA: Film drammatico del 1954 con Gina Lollobrigida, Daniel Gelin, Franco Fabrizi, Raymond Pellegrin,
Pina Piovani.
Tratto dal romanzo di A.Moravia, narra la storia di una bella, povera, giovane ragazza che per una delusione amorosa
cade nella prostituzione. La salva un giovane antifascista che però viene arrestato e per aver fatto la spia, si uccide.
La giovane donna, incinta, rimane sola tra mille difficoltà.

Pietro Germi
GIOVENTU’ PERDUTA: Film poliziesco del 1947 con Carla Del Poggio, Massimo Girotti, Jaques Sernas,
Franca Maresa, Diana Borghese, Emma Baron, Nando Bruno.
E’ il tetativo di descrivere una certa società giovanile borghese del dopoguerra.
Narra la storia del figlio di un professore universitario romano che si mette a capo di una banda di rapinatori.
Sua sorella si innamora di uno studente che poi risulterà essere un infiltrato della polizia; dopo tragiche vicende,
il figlio del professore uccide cinicamente la fidanzata.
IN NOME DELLA LEGGE: Film drammatico del 1949 con Massimo Girotti, Charles Vanel, Jone Salinas,
Camillo Mastrocinque, Saro Urzì.
E’ una sottile analisi sulla Sicilia della mafia e dei latifondisti, nella quale un giovane pretore settentrionale deve
lottare aspramente per il rispetto della giustizia. Viene aiutato nella sua lotta dalla popolazione locale e persino
da un capomafia.
IL CAMMINO DELLA SPERANZA: Film drammatico del 1950 con Raf Vallone, Elena Varzi, Saro Urzì,
Saro Arcidiacono, Franco Navarra, Mirella Ciotti.
E’ la storia di un gruppo di operai siciliani di una solfatara che per trovare lavoro cercano di espatriare in Francia.
Vengono però truffati da un uomo che promette loro una emigrazione ed un lavoro regolare; si troveranno
abbandonati, ed affronteranno da soli “il cammino della speranza” fino alle Alpi francesi, dove le guardie di
frontiera per un atto di umana misericordia, li lasciano passare.
IL FERROVIERE: Film drammatico del 1955 con Pietro Germi, Luisa Della Noce, Sro Urzì, Edoardo Nevola,
Sylva Koscina.
E’ un film a carattere realistico sociale che racconta la storia di tutti i giorni di un macchinista delle ferrovie
a cui piace bere il vino, nel quale affoga le illusioni, le amarezze, e le delusioni che la vita gli propone.
Nonostante le difficoltà, riesce ad uscir da questa situazione con l’aiuto del figlio e dei suoi compagni di lavoro.

Renato Castellani
SOTTO IL SOLE DI ROMA: Film drammatico del 1948 con Oscar Blando, Luisa Rossi, Liliana Mancini,
Francesco Golisano, Gisella Monaldi, Alberto Sordi.
Ambientato in una periferia romana, ricostruisce la vita di tre ragazzi nel clima del dopoguerra.
Uno di questi ragazzi, Ciro, ha cattive frequentazioni e presto si mette sulla cattiva strada, ma dopo una tragedia
familiare, con l’aiuto della fidanzata e degli amici ritrova la strada della legalità.
E’ PRIMAVERA: Film commedia del 1950 con Mario Angellotti, Irene Genna, Elena Varzi, Donato Donati.
E’ la storia di due giovani, uno fiorentino, l’altro siciliano che svolgono il servizio militare tra Catania e Milano
e che tra amori e bigamie vere e false ne passano di tutti i colori. Vuole essere una denuncia social moralistica di
questi problemi .
DUE SOLDI DI SPERANZA: Film commedia del 1951 con Vincenzo Musolino, Maria Fiore, Gina Mascetti,
Filomena Russo, Luigi Astarita, Carmela Cirillo.
E’ la storia d’amore tra due giovani della provincia napoletana. Lui un disoccupato che per vivere fa tutti i mestieri,
compreso il donatore di sangue, e lei, che diventerà sua moglie e aiuterà il marito in tutti i modi.

Giuseppe De Santis
CACCIA TRAGICA: Film drammatico del 1948 con Andrea Checchi, Vittorio Duse, Piero Lulli, Massimo Girotti, Umberto Sacripante, Vivi Gioi, Folco Lulli, Carla Del Poggio, Carlo Lizzani, Checco Rissone, Ermanno Randi.
Al termine della guerra, un reduce dalla prigionia e la sua donna capeggiano un gruppo di malviventi nella pianura del Po. Esasperati dai continui soprusi, alcuni componenti di una cooperativa agricola riescono a catturarlo e a processarlo.
RISO AMARO: Film drammatico del 1948 con Vittorio Gassman, Silvana Mangano, Doris Dowling, Raf Vallone,
Checco Rissone, Nico Pepe.
La storia è ambientata nelle risaie del vercellese dove lavorano delle giovani donne che affrontano una vita faticosa e piena di pericoli . Un giorno tra esse si nasconde la complice di un ladro di gioielli, braccato dalla polizia, che la raggiungerà . Quest’uomo aiutato da altre mondine, progetta il furto del raccolto di tutto il riso, ma tutto finsce in maniera sanguinosa.
NON C’E’ PACE FRA GLI ULIVI: Film drammatico del 1950 con Raf Vallone, Lucia Bosè, Folco Lulli, Maria Grazia Francia, Dante Maggio, Michele Riccardini, Vincenzo Talarico, Piero Tondi.
Racconta di un episodio di sangue avvenuto nelle campagne della Ciociaria. Un soldato, tornato a casa dalla vita militare
trova che un pastore, in sua assenza, gli ha rubato il gregge e si è arricchito facendo l’usuraio. Cerca ri rientrare in
possesso del suo gregge, ma viene arrestato e imprigionato; evade per farsi giustizia con le sue mani.
ROMA ORE 11: Film drammatico del 1952 con Carla Del Poggio, Maria Grazia Francia, Lucia Bosè, Lea Padovani, Raf Vallone, Massimo Girotti, Delia Scala, Elena Varzi, Paolo Stoppa.
E’ la storia realmente accaduta a Roma nella quale si evidenzia il grave problema della disoccupazione.
Ad un’inserzione giornalistica nella quale veniva offerto un posto da dattilografa, accorrono molte ragazze, con varie storie personali, disoccupate che affollandosi sulla scala d’accesso la fanno crollare, provocando diverse vittime.

Michelangelo Antonioni
CRONACA DI UN AMORE: Film drammatico del 1950 con Lucia Bosè, Massimo Girotti, Gino Rossi, Ferdinando Sarmi, Franco Fabrizi.
Un anziano e ricco signore sposa una giovane e bella donna la quale però lo tradisce con un uomo che era stato il suo amante in gioventù. La morte accidentale del marito la porterà ad abbandonate l’amante.
I VINTI: Film drammatico del 1952 con Jean Pierre Mocky, Etchika Choreau, Franco Interlenghi, Anna Maria Ferrero, Patrick Barr, Fay Compton.
E’ un film che affronta i problemi della gioventù in un clima sociale disagiato.
Si compone di tre parti, ognuna delle quali narra di un delitto: In Inghilterra un ragazzo uccide per avere notorietà ; in Francia un gruppo di studenti uccidono senza alcun motivo preciso; in Italia un ragazzo al servizio di un partito, diventa un attentatore conducendo una doppia vita ed è ucciso in una retata.
LA SIGNORA SENZA CAMELIE: Film drammatico del 1953 con Lucia Bosè, Andra checchi, Gino Cervi, Alain Cuny, Lyla Rocco, Ivan Desny.
Narra di una commessa che diventa attrice in un film commerciale. Il suo produttore la sposa,lei gli chiede di avere un ruolo importante e viene accontentata. Il film però si rivela un insuccesso e lei si accorge che viene giudicata incapace come attrice, ma ammirata per la procacità del suo fisico.
Per aiutare il marito, in difficoltà finanziarie, partecipa ad un film "di cassetta" molto mediocre. Questa situazione però la porta al divorzio.
AMORE IN CITTA’: Film ad episodi del 1953 con Ugo Tognazzi, Giovanna Ralli, Raimondo Vianello, Valeria Moriconi, Marco Ferreri.
Film in sei episodi Registi diversi (Lizzani, Risi, Antonioni, Fellini, Maselli, Lattuada) che narra alcuni fatti realmente accaduti, impiegando come attori le persone che realmente erano state protagoniste degli avvenimenti.
E’ un esempio di film costruito in maniera “neorealistica”, cioè usando fatti veri totalmente ricostruiti nella finzione scenica.

Luciano Emmer
UNA DOMENICA D’AGOSTO: Film commedia del 1950 con Franco Interlenghi, Anna Baldini, Vera Carmi, Ave Ninchi, Marcello Mastroianni, Massimo Serato.
Come tutte le domeniche d’estate la gente del piccolo mondo borghese romano corre verso il mare di Ostia con ogni mezzo. Si intrecciano vicende, speranze, amori : la ragazza con il nuovo corteggiatore incontra il vecchio fidanzato;
il disoccupato viene arrestato perché per necessità diviene rapinatore; una coppia fingendo di essere milionaria scopre essere senza un quattrino; la storia di un vedovo e di una signora separata che hanno il problema di dove lasciare la figlia di lui; la ricca signora a cui viene comunicato che la sua casa di Roma è andata a fuoco.
PARIGI E’ SEMPRE PARIGI: Film commedia del 1951 con Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Marcello Mastroianni, Franco Interlenghi, Paolo Panelli, Vittorio Caprioli, Yves Montand.
Una famiglia di italiani insieme ad una comitiva si reca a Parigi per assistere all'incontro di calcio Italia-Francia.
Sono tutti in cerca di avventura!
Madre e figlia pensano soprattutto ai negozi di moda e ai parrucchieri per signore; il padre e un vecchio amico, un barone in cerca di soldi, dopo aver visitato i monumenti cercano un’avventura galante e trovano tutt’altro.
Soltanto il più giovane conosce una ragazza, una giornalaia, con la quale trascorre una serata felice e si innamorano; sapendo che dovranno lasciarsi, si promettono di restare in contatto, scrivendosi.
LE RAGAZZE DI PIAZZA DI SPAGNA: Film commedia del 1952 con Cosetta Greco, Lucia Bosè, Eduardo De Filippo, Marcello Mastroianni, Liliana Bonfatti, Ave Ninchi, Renato Salvatori, Giorgio Bassani.
Tre ragazze della borgata romana lavorano come sartine in una sartoria al centro di Roma.
E’ la storia dei loro amori: la prima rinuncia a fare l'indossatrice per sposare il fidanzato operaio; la seconda tenta di uccidersi quando scopre che il futuro sposo mira solo al suo appartamento, ma un taxista la dissuade e la prende in moglie; la terza, piuttosto piccola, vorrebbe un uomo alto ma finisce per accettare la corte di un fantino che l'ama da sempre.

Carlo Lizzani
ACHTUNG, BANDITI: Film drammatico del 1951 con Andrea Checchi, Gina Lollobrigida, Lamberto Maggiorani.
Un gruppo di partigiani rifugiatisi sulle montagne liguri, decide di scendere in città per rubare delle armi da una fabbrica. La loro guida viene uccisa, ma loro proseguono comunque, ed in abiti borghesi riescono ad entrare nella fabbrica e ad unirsi agli altri operai che stanno opponendosi ai tedeschi che hanno deciso di requisire i macchinari e trasportarli in Germania.
I partigiani riescono a trafugare le armi ma vengono scoperti. Sono aiutati dagli operai e dal direttore di fabbrica che verrà impiccato, ma soprattutto dall’arrivo degli Alpini che sarà decisivo per il salvataggio loro e dei macchinari.
CRONACHE DI POVERI AMANTI: Film drammatico del 1953 con Antonella Lualdi, Marcello Mastroianni, Anna Maria Ferrero, Cosetta Greco, Giuliano Montaldo, Gabriele Tinti.
E’ una storia intricata, ricca di pettegolezzi, passioni politiche, teneri amori, che si svolge a Firenze intorno al 1925.
Siamo in pieno periodo fascista e i protagonisti, divisi tra comunisti e fascisti, mescolano le loro vicende di vita in
“Via del Corno” che sfociano in bastonature, tradimenti amorosi e prostituzione.
AMORE IN CITTA’: Film ad episodi del 1953 con Ugo Tognazzi, Giovanna Ralli, Raimondo Vianello, Valeria Moriconi, Marco Ferreri.
Film in sei episodi Registi diversi (Lizzani, Risi, Antonioni, Fellini, Maselli, Lattuada) che narra alcuni fatti realmente accaduti, impiegando come attori le persone che realmente erano state protagoniste degli avvenimenti.
E’ un esempio di film costruito in maniera “neorealistica”, cioè usando fatti veri totalmente ricostruiti nella finzione scenica.

Federico Fellini
LO SCEICCO BIANCO: Film commedia del 1952 con Alberto Sordi, Brunella Bovo, Leopoldo trieste, Giulietta Masina, Ernesto Almirante.
Un famoso attore di fumetti fa invaghire con il suo fascino una giovane ragazza. L’immaginazione della ragazza però ingigantisce il valore del personaggio rendendolo molto diverso dalla realtà e quando lo scopre attraversa un periodo di profonda crisi, che risolverà analizzando la realtà.
I VITELLONI: Film commedia del 1953 con Franco Interlenghi, Alberto Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Leonora Ruffo, Achille Maieroni, Paola Borboni, Carlo Romano.
Cinque ragazzi trentenni, i "vitelloni" di una cittadina romagnola, disoccupati, figli della media borghesia non avendo nulla da fare trascorrono le giornate al bar dove discutono sempre di piccole cose e di grandi aspettative che non arrivano mai.
Un giorno le cose per loro cominciano a cambiare: Fausto mette incinta la sorella di Riccardo ed inizia a lavorare anche se non rinuncia completamente alle vecchie abitudini combinando altri guai. Moraldo comincia a distaccarsi dagli amici e andrà via dal paese.
Soltanto Alberto, mantenuto dalla sorella, molto pateticamente continua a deridere tutti quelli che lavorano per mantenersi.
AMORE IN CITTA’: Film ad episodi del 1953 con Ugo Tognazzi, Giovanna Ralli, Raimondo Vianello, Valeria Moriconi, Marco Ferreri.
Film in sei episodi Registi diversi (Lizzani, Risi, Antonioni, Fellini, Maselli, Lattuada) che narra alcuni fatti realmente accaduti,impiegando come attori le persone che realmente erano state protagoniste degli avvenimenti.
E’ un esempio di film costruito in maniera “neorealistica”, cioè usando fatti veri totalmente ricostruiti nella finzione scenica.
LA STRADA: Film drammatico del 1954 con Giulietta Masina, Anthony Quinn, Richard Basehart, Aldo Silvani, Marcella Rovere, Lidia Venturini.
La storia si svolge in vari paesi dell’Appennino centrale.

Zampanò (A.Queen) è un uomo ignorante la cui attività consiste nell’esibirsi nelle piazze dei paesi con giochi di forza accompagnato dall'ingenua Gelsomina (G.Masina)che lui aveva acquistata da una famiglia bisognosa.
La loro vita trascorre tra povertà e violenza. Ma un giorno Zampanò, geloso, uccide un rivale sul lavoro ,” l’equilibrista filosofo “ e Gelsomina trova la forza di abbandonarlo.
Il racconto vuol rappresentare la difficile condizione umana in generale, ma in maggior misura quella femminile nei confronti dell’uomo.
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